I datori di lavoro agricolo che hanno alle proprie dipendenze operai agricoli a tempo determinato (OTD) o a tempo indeterminato (OTI) sono tenuti a versare la contribuzione INPS ogni tre mesi (invece che mensilmente come accade per la generalità dei datori di lavoro), sempre con modello F24.
Per i contributi di competenza 2024 i termini di scadenza sono fissati al: 16 settembre 2024, per la contribuzione del primo trimestre (mesi di gennaio, febbraio e marzo); 16 dicembre 2024, per la contribuzione del secondo trimestre (mesi di aprile, maggio e giugno); 17 marzo 2025, per la contribuzione del terzo trimestre (mesi di luglio, agosto e settembre); 16 giugno 2025, per la contribuzione del quarto trimestre (mesi di ottobre, novembre e dicembre).
L’INPS individua annualmente le aliquote da applicare, i contributi INAIL e le agevolazioni con apposita circolare. Per quanto concerne il 2024 occorre prendere in considerazione la circ. n. 26/2024, che ha fissato l’aliquota contributiva al FPLD nella misura del: 30,10% (di cui 8,84% a carico del lavoratore) per la generalità delle imprese agricole; 32,30% (di cui 8,84% a carico del lavoratore) per le aziende agricole, singole o associate, di trasformazione o manipolazione di prodotti agricoli zootecnici e di lavorazione di prodotti alimentari con processi produttivi di tipo industriale.
Al contributo al FPLD devono aggiungersi anche le contribuzioni minori, riportate nell’allegato 1 alla circolare. Proprio sulle contribuzioni minori, l’INPS ricorda come, dal 1° gennaio 2022, le imprese cooperative e loro consorzi (inquadrate nel settore agricolo), che trasformano, manipolano e commercializzano prodotti agricoli e zootecnici prevalentemente propri o conferiti dai loro soci di cui alla L. 240/84 non sono più assoggettate all’aliquota contributiva del 2,75% prevista per la disoccupazione agricola, ma sono tenute al versamento della contribuzione di finanziamento della NASpI. Ciò per effetto dell’estensione della NASpI agli OTI, apprendisti e ai soci lavoratori assunti come dipendenti dalle suddette cooperative e loro consorzi (art. 1 comma 221 lett. a) della L. 234/2021).
I datori di lavoro agricolo devono poi versare all’INPS anche il premio INAIL, le cui aliquote, per l’anno 2024, rimangono ferme nelle seguenti misure: 10,1250% per l’assistenza infortuni sul lavoro; 3,1185% per l’addizionale infortuni sul lavoro.
L’INPS riscuote inoltre anche il contributo di finanziamento dell’EBAN per effetto della convenzione stipulata tra l’Istituto e l’Ente (cfr. circ. n. 124/2014); il contributo viene versato con F24 e alle medesime scadenze.
Diverse sono invece le agevolazioni applicabili sia per la quota del datore di lavoro sia per quella del lavoratore, alcune delle quali introdotte nel corso dell’anno.
Lato datore di lavoro, ricorrendone i presupposti, è possibile fruire degli sgravi per zone tariffarie nella misura del: 75% per i territori particolarmente svantaggiati (ex montani); 68% per i territori svantaggiati.
Tali sgravi sono applicabili anche ai datori di lavoro che, pur non classificati dall’Istituto previdenziale nel settore agricoltura, abbiano alle loro dipendenze lavoratori addetti alle attività classificate agricole ai sensi dell’art. 6 della L. 92/79 (cfr. messaggio INPS n. 1666/2022).
Ulteriore agevolazione è quella prevista per i premi INAIL in relazione all’andamento infortunistico aziendale dall’art. 1 comma 128 della L. 147/2013. Per il 2024, la misura è stata fissata al 15,11% (DM 8 novembre 2023 e circ. INAIL n. 55/2023).
Si ricorda poi che le imprese agricole operanti nei territori dell’Emilia-Romagna, delle Marche e della Toscana, colpiti dall’alluvione di maggio 2023, come individuati nell’allegato 1 al DL 61/2023, possono beneficiare di una riduzione dei contributi pari al 68%, ovverosia quella prevista per le zone agricole svantaggiate, per i periodi di contribuzione dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2024 (art. 2 comma 1 del DL 63/2024). In merito non sono ancora state fornite dall’INPS apposite istruzioni.
Nessuna istruzione ancora neanche per lo sgravio contributivo per il mese di dicembre 2023 per consorzi e imprese di acquacoltura colpite dalla crisi determinata dalla proliferazione della specie granchio blu.
Infine, lato lavoratore, sono in vigore: lo sgravio del 6% (se la retribuzione imponibile ai fini previdenziali non eccede l’importo mensile di 2.692 euro) o del 7% (in caso di retribuzione non eccedente l’importo mensile di 1.923 euro) sulla quota IVS (art. 1 comma 15 della L. 213/2023); la decontribuzione per le lavoratrici madri di almeno due figli (art. 1 comma 180-182 della L. 213/2023).