Rinviato al 2025 l’obbligo di utilizzare il prospetto informatico per la pubblicazione delle aliquote Imu. Con il comunicato stampa di ieri, il Dipartimento delle politiche fiscali conferma il differimento disposto dall’articolo 6 ter del decreto legge 132/2023 (Milleproroghe), convertito nella legge 170/2023.
Il prospetto informatico delle aliquote è stato introdotto con decreto delle Finanze, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25 luglio scorso, in attuazione dell’articolo 1, comma 756, della legge 160/2019. In forza di tale norma, il potere dei comuni di differenziare le aliquote Imu potrà essere esercitato solo all’interno delle fattispecie indicate in tale decreto.
È inoltre previsto che le delibere sulle aliquote d’imposta, anche se non differenziate, devono essere trasmesse al Mef con la compilazione di un apposito prospetto informatico, all’interno del quale devono essere selezionate le diverse aliquote deliberate. Tale obbligo avrebbe dovuto avere efficacia a decorrere dalle deliberazioni riferite all’anno d’imposta 2024. Nel frattempo, il Dipartimento delle politiche fiscali ha messo a disposizione dei comuni un applicativo che consente di simulare la trasmissione dei dati delle delibere comunali, al fine di familiarizzare con il nuovo strumento.
La funzione del prospetto è quella di facilitare l’individuazione delle aliquote applicabili, da parte dei contribuenti, che a tutt’oggi devono necessariamente procurarsi e leggere con attenzione il contenuto delle delibere locali, che talvolta si esprimono in termini non facilmente decifrabili.
È tuttavia accaduto che alcune delle casistiche di aliquote differenziate attualmente esistenti non sono state riprese nel prospetto. Ciò avrebbe messo in difficoltà i comuni che avrebbero dovuto o rinunciare del tutto all’adozione dell’aliquota oppure inserirla nel regolamento Imu. Si è pertanto deciso di rinviare l’effettiva efficacia del prospetto al 2025, anche al fine di verificare se sia il caso di integrare l’elenco delle aliquote riconosciute. Va detto che il mancato utilizzo del prospetto ha un impatto rilevante per le finanze comunali. In tale eventualità, infatti, troverebbero applicazione le aliquote base dell’Imu.
Il comunicato stampa precisa conseguentemente che l’utilizzo in via sperimentale del modulo informatico resta disponibile anche per tutto il 2024, fermo restando che, per tale annualità, i comuni potranno continuare a trasmettere le delibere secondo le regole ordinarie. Il comunicato ricorda infine che l’obbligo in esame non vale per le Province Autonome di Trento e Bolzano e per il Friuli-Venezia Giulia, ove vigono tributi diversi dall’Imu.