28 novembre 2025 – Secondo acconto 2025 entro il 1° dicembre, tra storico e previsionale

Entro il 1° dicembre 2025 i contribuenti devono versare la seconda rata di acconto per il periodo d’imposta 2025, oppure l’acconto in un’unica soluzione. La scadenza ordinaria sarebbe il 30 novembre, ma poiché cade di domenica slitta automaticamente al primo giorno feriale successivo.
Gli acconti relativi a IRPEF, IRES e IRAP vengono normalmente pagati in due momenti: una prima rata pari al 40% e una seconda pari al 60%. Tuttavia, se l’importo della prima rata è molto contenuto (non oltre 103 euro), l’intero acconto si versa in un’unica soluzione. Per i soggetti che adottano gli ISA e per i contribuenti in regime forfettario, il DL 84/2025 ha spostato la scadenza del saldo 2024 e del primo acconto 2025 al 21 luglio 2025, senza alcuna maggiorazione.
Il pagamento deve essere effettuato tramite modello F24: i privati senza partita IVA possono ancora utilizzare anche il modello cartaceo, tranne nel caso in cui sfruttino crediti in compensazione (per cui è obbligatorio il canale telematico). I titolari di partita IVA, invece, sono sempre tenuti all’invio telematico.
Per stabilire quanto versare, il contribuente può scegliere tra due metodi: il metodo storico, che calcola l’acconto sulla base dell’imposta dovuta per l’anno precedente, oppure il metodo previsionale, che invece considera l’imposta stimata per l’anno in corso. Quest’ultimo permette talvolta di ridurre l’importo da pagare, ma comporta il rischio di sanzioni se la previsione risulta troppo bassa.
Gli acconti devono comunque coprire il 100% dell’imposta dovuta, sia che si utilizzi il metodo storico sia quello previsionale. Esistono poi alcune situazioni particolari in cui l’acconto va ricalcolato su basi specifiche, come nel caso del noleggio occasionale di imbarcazioni, degli esercenti impianti di distribuzione di carburante o delle imprese in crisi che hanno ricevuto contributi a titolo di liberalità.