Rilascio, in via definitiva, entro il 28 febbraio di modelli software, istruzioni e circolari da parte dell’Agenzia delle Entrate per dichiarazioni redditi e modelli ISA, e quaranta giorni di tempo, dal 5 ottobre al 15 novembre, tra l’arrivo della proposta di concordato preventivo biennale e la risposta del contribuente. Sono alcune delle proposte elaborate dall’Associazione nazionale commercialisti per rendere più “sostenibile” il nuovo calendario degli adempimenti fiscali. Infatti, quello contenuto nello schema di decreto legislativo sugli adempimenti, adottato in via preliminare dal Consiglio dei ministri in attuazione della delega fiscale, rischia di essere “tecnicamente inconciliabile con il carico di lavoro che già grava sugli studi dei professionisti economici”. Tra le principali criticità l’aggiunta agli adempimenti ordinari di “molteplici adempimenti straordinari, tutti concentrati in un lasso di tempo ridotto (Bilanci, Dichiarazione iva annuale, modello 730, calcolo delle imposte al 30/6, IMU, solo per citarne alcuni)”; la “divisione temporale dell’invio del modello ISA dall’invio del modello di dichiarazione”; l’anticipo di due mesi della presentazione delle dichiarazioni (la scadenza passa dal 30 novembre al 30 settembre), insostenibile, secondo l’ANC, se non accompagnato da una medesima previsione che imponga anche alle Entrate di anticipare i tempi per la messa a disposizione di contribuenti e professionisti di tutti gli strumenti per predisporre i dichiarativi. Ecco perché nella sua proposta di modifica dello schema di decreto legislativo, l’associazione di categoria propone di fissare al 28 febbraio, anziché al 30 aprile, il termine per il rilascio in via definitiva di modelli software, istruzioni e circolari. “In mancanza del rispetto di tale termine – aggiunge l’ANC nella nota stampa diffusa ieri – occorre che sia automaticamente disposto lo spostamento del termine del 30 settembre” per l’invio delle dichiarazioni. Riguardo al pagamento delle imposte al 30 giugno e al 31 luglio, con maggiorazione dello 0,4% (saldo e I acconto), l’associazione propone che resti ordinario con metodo storico per tutti i contribuenti compresi quelli ISA, con la previsione del conguaglio, ai fini del II acconto delle imposte (30 novembre), per i soggetti che hanno aderito al concordato preventivo biennale. A proposito di concordato preventivo biennale, “occorre prevedere – continua il comunicato stampa – un tempo congruo atto a permettere l’analisi della proposta, l’avvio del contraddittorio con l’Agenzia delle Entrate e la presentazione al contribuente della valutazione finale”. Un lasso di tempo che, per essere ritenuto congruo, secondo l’ANC deve essere di almeno 40 giorni. Quindi, con una proposta arrivata il 5 ottobre, si dovrebbe avere la possibilità di rispondere fino al 15 novembre.