19 gennaio 2026 – Importi del diritto camerale invariati

Con la nota n. 9347 del 16 gennaio 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha confermato per il 2026 le stesse misure del diritto annuale già applicate nel 2025. In assenza di nuove disposizioni normative, le variazioni del fabbisogno non incidono sulla determinazione del tributo; restano pertanto valide le misure individuate dal decreto 21 aprile 2011, ridotte progressivamente in applicazione dell’art. 28 del DL n. 90/2014.
Il diritto annuale è dovuto da tutte le imprese iscritte o annotate nel Registro delle Imprese, nonché dai soggetti iscritti esclusivamente al REA. Gli importi sono determinati secondo due modalità: una misura fissa per alcune categorie di soggetti e una misura commisurata al fatturato dell’esercizio precedente per le imprese di maggiori dimensioni.
Per il 2026 sono confermate le misure fisse, differenziate in base alla forma giuridica e alla sezione di iscrizione, con importi specifici per la sede e per ciascuna unità locale; è inoltre prevista una quota ridotta per i soggetti iscritti solo al REA e una misura dedicata alle imprese con sede principale all’estero.
Il diritto annuale proporzionato al fatturato riguarda società di persone, società di capitali, consorzi e cooperative ed è calcolato applicando al fatturato IRAP 2025 le aliquote previste dal decreto interministeriale 21 aprile 2011. L’importo così determinato deve essere ridotto del 50% e successivamente arrotondato secondo le regole ordinarie. Anche la quota fissa della prima fascia di fatturato e il tetto massimo sono soggetti alla riduzione del 50%, con la conseguenza che l’importo minimo dovuto è pari a 100 euro e quello massimo non può superare i 20.000 euro.
Infine, la nota richiama l’incremento del diritto annuale autorizzato per il triennio 2023-2025, fino a un massimo del 20%, destinato al finanziamento di specifici progetti camerali. Le camere di commercio interessate sono tenute a trasmettere entro il 30 giugno 2026, tramite Unioncamere, una rendicontazione dettagliata dei risultati ottenuti, includendo sia le risorse derivanti dall’incremento del diritto annuale 2025 sia le eventuali somme residue del triennio 2020-2022, con adeguata motivazione in caso di mancato utilizzo.