Con l’applicazione del principio di cassa, assume rilievo centrale la corretta individuazione del momento di incasso dei compensi e di sostenimento delle spese, soprattutto a cavallo tra due periodi d’imposta. A partire dai redditi di lavoro autonomo prodotti dal 2024, un elemento decisivo è rappresentato dalla natura del committente.
Quando il cliente è un sostituto d’imposta (società, impresa individuale o altro professionista), il compenso deve essere imputato al periodo d’imposta in cui sorge l’obbligo di effettuare la ritenuta. Tale novità, introdotta dal DLgs. 192/2024 di riforma dell’IRPEF e dell’IRES, mira a eliminare il disallineamento temporale che in passato poteva verificarsi tra l’effettuazione della ritenuta da parte del sostituto e il suo scomputo da parte del professionista.
In precedenza, infatti, nei pagamenti disposti a fine anno, il committente operava la ritenuta nell’anno di uscita delle somme dalla propria disponibilità, mentre il professionista dichiarava il compenso nell’anno di effettivo incasso. Con la nuova disciplina, invece, anche per il percipiente il reddito è imponibile nello stesso periodo in cui il sostituto è tenuto a operare la ritenuta, assicurando coerenza tra certificazioni, modelli dichiarativi e versamenti.
Diversamente, se il cliente è un privato non sostituto d’imposta, continuano ad applicarsi le regole tradizionali del principio di cassa, che variano in base allo strumento di pagamento utilizzato: per i contanti, rileva la data di consegna del denaro; per gli assegni, il compenso si considera percepito al momento della consegna del titolo al professionista, presunto coincidente con la data apposta sull’assegno, indipendentemente dall’incasso successivo; per i bonifici, ai fini dell’incasso dei compensi conta la data di accredito sul conto corrente, ossia il momento in cui le somme diventano effettivamente disponibili.
Per quanto riguarda invece le spese professionali pagate tramite bonifico, il criterio è speculare: il costo si considera sostenuto nel momento in cui il professionista impartisce l’ordine di pagamento alla banca, anche se l’addebito avviene nell’anno successivo.
In sintesi, dal 2024 il principio di cassa resta il riferimento per il lavoro autonomo, ma con una rilevante distinzione: nei rapporti con sostituti d’imposta prevale il momento di effettuazione della ritenuta, mentre nei rapporti con clienti privati continuano a rilevare le modalità e le tempistiche effettive di pagamento.