12 gennaio 2026 – Congedi parentali e sostegni scolastici: le novità della Legge di Bilancio 2026

La legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) conferma e rende operative le modifiche in materia di congedi a sostegno della genitorialità, intervenendo in modo significativo sia sul congedo parentale sia su quello per la malattia dei figli.
In particolare, dal 1° gennaio 2026 viene innalzata da 12 a 14 anni l’età massima del figlio entro la quale è possibile fruire del congedo parentale. La misura amplia quindi l’arco temporale di utilizzo dell’istituto, estendendolo anche ai figli tra i 12 e i 14 anni. Per le adozioni e gli affidamenti, il congedo resta fruibile entro 14 anni dall’ingresso del minore in famiglia e comunque non oltre il compimento della maggiore età.
Viene inoltre potenziato il congedo per la malattia dei figli di età superiore ai 3 anni. Per effetto delle nuove disposizioni, il numero massimo di giorni fruibili da ciascun genitore, in modo alternato, sale da 5 a 10 giorni lavorativi annui ed è esteso ai figli fino ai 14 anni. Resta invariata, invece, la disciplina per i figli fino a 3 anni, per i quali continua a essere riconosciuto il diritto all’astensione per l’intera durata della malattia. Le modifiche richiedono tuttavia chiarimenti applicativi da parte dell’INPS, soprattutto con riferimento alle disposizioni su adozioni e affidamenti che rinviano ai limiti anagrafici ora aggiornati.
Accanto agli interventi sui congedi, la legge di bilancio introduce nuove misure di sostegno alle famiglie in ambito scolastico. È istituito un Fondo presso il Ministero dell’Interno, con una dotazione di 20 milioni di euro annui dal 2026, destinato ai Comuni per l’erogazione di contributi alle famiglie con ISEE fino a 30.000 euro per l’acquisto di libri scolastici, anche digitali, per la scuola secondaria di secondo grado, a condizione che non beneficino di altri aiuti per la stessa finalità.
Per il solo 2026 è inoltre previsto un contributo fino a 1.500 euro per studente a favore delle famiglie con ISEE non superiore a 30.000 euro che abbiano figli iscritti a scuole paritarie di primo grado o al primo biennio delle secondarie di secondo grado. L’importo sarà modulato in base al valore dell’ISEE e nei limiti delle risorse disponibili; criteri e modalità di erogazione saranno definiti con apposito decreto ministeriale, tenendo conto degli eventuali contributi regionali già riconosciuti.